Nella cella cadde improvvisamente il silenzio – poi scoppiarono frenetiche grida di "Allahu Akbar"!
Trattenni immediatamente il respiro, scioccato. Spalancai gli occhi.
Gli uomini saltarono su dal pavimento e si abbracciarono l’un l’altro con gesti di giubilo. Alzarono le braccia in trionfo e danzarono per tutta la cella affollata, dandosi pacche l’un l’altro sulla schiena e sorridendo.
Io mi spostai molto lentamente verso il muro più vicino, le mani improvvisamente umide. Gocce di sudore mi comparvero sopra il labbro superiore e sulla fronte, e cercai di non tremare.
Per diversi minuti i miei compagni di cella celebrarono il successo dell’attacco terroristico in Francia. Avevo visto quel genere di celebrazione musulmana alla televisione, ma viverla in prima persona fu scioccante.
Mi resi conto, in quei momenti terrificanti, di essere stato incarcerato con gli estremisti islamici. E avrei appreso che i miei compagni di cella erano, infatti, membri dell’ISIS.